I disegni

Barbara, che sperimenta da sempre tecniche e modalità differenti per esprimere la sua arte, dal 2023 ha rinnovato il suo interesse per il disegno. È ancora una grande maestria a guidare la sua mano: l’artista sceglie di cimentarsi con qualcosa di complesso e realizza i disegni in un momento della sua vita in cui ha molto tempo da dedicare alla tecnica. Dagli originali sono state tratte stampe di alta qualità riproducibili in qualsiasi dimensione. 

Serie Animali e natura

In questa serie l’artista si immerge negli strati più intimi dei soggetti rappresentati: quattro animali – un procione, una tigre, un piccolo uccello, un cucciolo di pitbull – e un paesaggio lacustre idilliaco, dove una barca attende silenziosa sulla riva.
La scelta dei soggetti non è casuale ma nasce da un’osservazione lenta e paziente, da uno sguardo che impara a vedere prima ancora che a disegnare. Così, l’uccellino diventa simbolo di fragilità, la tigre incarna la potenza sovrana della natura, il procione conquista con la sua vivacità disarmante e il cucciolo con la sua tenerezza. Il paesaggio, infine, restituisce alla visione un senso di quiete e sospensione, un invito a fermarsi.

L’iperrealismo di Barbara Ferro si manifesta nella cura minuziosa con cui restituisce piume e pellicce, un lavoro di dettaglio che trascende la mera riproduzione per diventare esperienza meditativa. Disegnare significa, per lei, avvicinarsi all’essenza stessa dei soggetti, assimilarne le qualità e trasmetterne la forza o la dolcezza.

Gli originali, eseguiti a matita su fogli A4 (21 × 29,7 cm), hanno dato vita a stampe digitali di alta qualità su cartoncino Tiziano (33 × 48 cm). In questo passaggio, l’opera mantiene intatta la sua intensità e si apre a una nuova possibilità di diffusione, portando con sé la stessa precisione e lo stesso stupore che nascono dal tratto originario.

Tutta la serie qui.

Serie Sorrisi

Con la serie Sorrisi, Barbara Ferro porta la sua ricerca artistica in un territorio intimo e universale al tempo stesso: quello dell’espressione più semplice e insieme più disarmante del volto umano.
Nati all’interno di un percorso di approfondimento sul ritratto, questi disegni a matita si trasformano rapidamente in qualcosa di più di un esercizio tecnico. L’artista sceglie il sorriso come filo conduttore, simbolo di resilienza e di contagiosa leggerezza, gesto che si offre gratuitamente e che, proprio per questo, racchiude una forza trasformativa.
Le opere si dispongono in una sequenza precisa, con diametri progressivamente crescenti (tutti rientrano in un quadrato di 28 cm x 28 cm). Ne nasce un movimento che suggerisce l’idea di propagazione, di onde concentriche che si allargano nello spazio e nel tempo. Dalla figura di un’amica — fonte ispiratrice del progetto — il sorriso si diffonde a un bambino, a un animale, a giovani volti che lo amplificano e lo restituiscono allo spettatore, fino a coinvolgerlo direttamente. È un invito a partecipare, a lasciarsi toccare da questo contagio di gioia.
La scelta della matita, con il suo bianco e nero essenziale, accentua la purezza del gesto. Senza il filtro del colore, il sorriso appare nella sua verità più immediata: linea, luce, ombra. Così l’artista raggiunge un risultato sorprendente, in cui rigore formale e intensità emotiva si fondono.

Premiata con il primo posto nella sezione pittura, questa serie non è soltanto un lavoro di studio: è una riflessione sul dono, sulla capacità di resistere e rinascere, sull’arte come strumento per trasmettere la bellezza di un gesto quotidiano che, se condiviso, può davvero cambiare lo sguardo sul mondo.

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