Sorrisi (2023-24)
Matita su carta. Ciascun disegno rientra in un quadrato di 28 cm x 28 x cm.
Concepiti per essere esposti dal più piccolo al pù grande, hanno rispettivamente 15 cm, 17,5 cm, 20 cm, 22,5 cm e 25 cm di diametro.
Con la serie Sorrisi, Barbara Ferro porta la sua ricerca artistica in un territorio intimo e universale al tempo stesso: quello dell’espressione più semplice e insieme più disarmante del volto umano.
Nati all’interno di un percorso di approfondimento sul ritratto, questi disegni a matita si trasformano rapidamente in qualcosa di più di un esercizio tecnico. L’artista sceglie il sorriso come filo conduttore, simbolo di resilienza e di contagiosa leggerezza, gesto che si offre gratuitamente e che, proprio per questo, racchiude una forza trasformativa.
Le opere si dispongono in una sequenza precisa, con diametri progressivamente crescenti (tutti rientrano in un quadrato di 28 cm x 28 cm). Ne nasce un movimento che suggerisce l’idea di propagazione, di onde concentriche che si allargano nello spazio e nel tempo. Dalla figura di un’amica — fonte ispiratrice del progetto — il sorriso si diffonde a un bambino, a un animale, a giovani volti che lo amplificano e lo restituiscono allo spettatore, fino a coinvolgerlo direttamente. È un invito a partecipare, a lasciarsi toccare da questo contagio di gioia.
La scelta della matita, con il suo bianco e nero essenziale, accentua la purezza del gesto. Senza il filtro del colore, il sorriso appare nella sua verità più immediata: linea, luce, ombra. Così l’artista raggiunge un risultato sorprendente, in cui rigore formale e intensità emotiva si fondono.
Premiata con il primo posto nella sezione pittura, questa serie non è soltanto un lavoro di studio: è una riflessione sul dono, sulla capacità di resistere e rinascere, sull’arte come strumento per trasmettere la bellezza di un gesto quotidiano che, se condiviso, può davvero cambiare lo sguardo sul mondo.